Si parla spesso del mercato di Tenerife come di un mercato piccolo, isolano, ristretto, chiuso e a tratti asfittico per “fare impresa”.
Tutte cose che sono indubbiamente vere, ma che andrebbero contestualizzate in un panorama molto più ampio per capire quali siano le possibilità effettive per un imprenditore che decidesse di investire qui sull’isola.

E’ sicuramente vero che le aperture di attività si sono moltiplicate negli ultimi anni, ma è altrettanto vero che a fronte di poche centinaia di imprese che hanno chiuso qui sull’isola nel 2015, ben 34.000 hanno chiuso i battenti in Italia… A fare due considerazioni “a spanna”, considerando in circa 50 milioni gli Italiani e in circa 6 milioni (tra residenti e alternarsi di turisti) gli abitanti delle Canarie, si evince che in Italia si fallisce 10 volte di più! Ma allora, date le premesse che sono indubbiamente reali e verificabili, quali sono i fattori che rendono più semplice “fare impresa” qui a Tenerife?

Molto è dovuto alla diversa maniera di concepire il rapporto Stato/Contribuente che qui è indubbiamente più amichevole, collaborativo e soprattutto meno invasivo e costoso. Si pensi infatti alle ore e ore sprecate dalle aziende italiane per pagare tutte le tasse e gabelle, al costo di personale che hanno quelle ore e alla mancata produttività che si potrebbe invece realizzare in tutte quelle giornate sprecate a “stare dietro” a un Fisco sempre più esoso e che restituisce sempre meno servizi.
Nel fare impresa non si dovrebbe muoversi appesantiti da tempistiche e spese difficilmente quantificabili in maniera esatta e che spesso e volentieri determinano il fallimento delle aziende.
Un Fisco snello e non ingordo permette, a chi investe, di concentrarsi sula propria attività e di utilizzare tutte le risorse e il tempo a sua disposizione per fare impresa, rendere al massimo e crescere in fretta.

Questo a Tenerife è possibile e oggi non parleremo delle condizioni di originalità, professionalità e giusta disponibilità economica che sono indispensabili per la riuscita di un progetto: oggi ci concentreremo sulla libertà fiscale di cui gode un imprenditore che decida di “sbarcare” a Tenerife.

fare impresa imprenditore che esulta

Nel valutare questo, ci viene in aiuto il centro studi “Impresa Lavoro” che, grazie alla collaborazione di esperti di 10 paesi Europei, ha elaborato una classifica sulla Libertà Fiscale, partendo proprio dall’idea di misurare il peso che lo Stato dei vari Paesi ha nella vita delle aziende che operano nel suo territorio.
Purtroppo nel loro studio non si parla di Tenerife, ma solo della Spagna, però se tenete presente che qui le tasse sono il 30% più basse, che quasi tutte le procedure si svolgono via Internet e che i costi in termini di commercialista e tempo necessario ad ottemperare alla fiscalità è ridotto al minimo, potrete intuire da soli quanto Tenerife, sotto molti aspetti, possa ancora assomigliare alla “terra promessa”!  😀

In questo articolo faremo solo un veloce riassunto dei fattori che sono stati considerati per stilare questo indice della Libertà Fiscale mettendo a paragone solo l’Italia e la Spagna ma, se foste interessati ad andare a controllare anche la situazione degli altri 27 paesi Europei, vi metteremo a disposizione qui sotto il link dove potrete trovare tutte le tabelle di riferimento divise nei sette indicatori che sono stati presi in considerazione per il raggiungimento di questo risultato. Una sola raccomandazione: andate a leggere l’articolo solo se siete forti di cuore… Scoprirete infatti che l’Italia per fare impresa è maglia rossa d’Europa, ultima in quasi tutti gli indicatori, con un costo economico in ore da dedicare alla burocrazia e in tasse vere e proprie che farebbero arrossire qualunque governo serio… non il nostro ovviamente, ho detto serio! 😉

fare impresa omini di carta

Non solo, scoprirete che nessun paese dell’Area EURO è maglia verde (escluse Irlanda e Lussemburgo che hanno adottato politiche fiscali atte ad attirare investitori) e che i paesi che hanno conservato le loro monete nazionali (Svizzera, Regno Unito e Svezia) sono tutte ai primi posti della classifica della libertà fiscale.
Con questo non appoggio e non denigro né l’Euro, né i suoi sostenitori MA… ci sono evidenze dei fatti che sono veramente difficili da giustificare se si hanno occhi per vedere! Quindi analizziamo bene questi fattori e vediamo come si troverebbero a confronto l’imprenditore Italiano e quello Spagnolo, ricordandoci tutte le volte che, chi avesse deciso di fare impresa a Tenerife, sarebbe in una posizione ancora migliore di quello iberico!

 

Fare impresa a Tenerife: i fattori di confronto tra Italia e Spagna

I fattori che son stati presi in considerazione sono:

  1. Numero di procedure per pagare le tasse: Italia 14 – Spagna 9
    Se stessimo discutendo di calcio sarebbe un risultato eclatante, ma purtroppo stiamo parlando di carico fiscale cioè del numero di tasse che un contribuente deve pagare per essere in regola con lo stato.
  2. Numero di ore necessarie a pagare le tasse: Italia 269 – Spagna 158
    Non so se questo dato vi spaventa quanto dovrebbe, ma, considerata la settimana lavorativa di 5 giorni stiamo parlando (nel caso italiano) di 54 giorni da 8 ore, cioè circa 11 settimane, cioè l’equivalente di quasi tre mesi di lavoro in cui una persona, invece che dedicarsi a produrre, deve disinvestire il suo tempo commerciale sprecandolo tra uffici e professionisti. Un quarto di anno buttato al vento!
  3. Total Tax Rate: Italia 64,8% – Spagna 50%
    Questa è la percentuale dei propri utili che un’azienda deve versare annualmente allo stato per ottemperare alle tasse e ai contributi sociali. Considerate che a Tenerife questo valore si attesta intorno al 35% (spesso anche meno) e cominciate a pensare al concetto di “Fare impresa” che dovrebbe voler dire “lavorare” in proprio…   In Italia si traduce nel “rischiare” in proprio investendo il proprio capitale, la propria professionalità e le proprie idee per poi versare allo stato  due terzi del guadagno…a Tenerife solo un terzo!
  4. Costo per pagare le tasse: Italia € 7.559 – Spagna € 3.350
    Questo è il costo medi che un’azienda deve affrontare annualmente per essere in regola con le procedure fiscali. Questo è forse l dato più terrificante! Stiamo parlando di una tassa sulle tasse. Il tempo perso incide sui costi dell’azienda in maniera tale da influire pesantemente sulla competitività. Non solo l’Italia è un paese con tasse esagerate ma addirittura il costo per pagarle è superiore ai 600 euro al mese. A Tenerife questo dato supera di poco i 2000 euro!
  5. Pressione fiscale in percentuale sul PIL: Italia 43,6% – Spagna 34,2%
    Questo dato misura la misura del prelievo fiscale totale rispetto alla ricchezza prodotta dal paese. Anche in questo caso in Italia il prelievo è fortemente superiore a quello della Spagna (e mostruosamente più alto di quello Canario) e questo impoverisce il paese trascinandolo elle sabbie mobili dell’immobilismo. Come può venire voglia a qualche investitore estero o persino a qualche giovane di “giocarsi” il suo futuro su un paese con questi indicatori?
  6. Pressione fiscale in percentuale sul Pil in termini dinamici: Italia 3,6% – Spagna 0,3%
    Anche questo è un dato rilevante, perché prende in esame le politiche fiscali adottate dai vari Stati dal 2000 a oggi e ne misura la capacità di contenere le spese per rendere il sistema più equo per il cittadino e più invitante per l’investitore.
    Se avrete abbastanza coraggio da andare a vedere le tabelle complete, vedrete che sono ben 15 gli Stati che hanno diminuito le tasse in questi ultimi 3 lustri! Resta comunque chiaro che mentre in questo periodo la Spagna non ha praticamente aumentato le tasse, dall’altra parte l’Italia, in barba a tutte le promesse di tutti i vari governi di destra e di sinistra che si sono succeduti in questi 16 anni… le ha aumentate di un altro 3,6%! Ora, vista la tendenza… cosa pensate che succederà nei prossimi 16 anni???
  7. Pressione fiscale sulle famiglie: Italia 28,28% – Spagna  21,14%
    Viene preso in considerazione il modello della famiglia tipo con due genitori e due figli e viene calcolata l’incidenza percentuale che hanno le tasse che pagano rispetto al loro reddito lordo. Anche qui l’Italia batte la Spagna con una percentuale superiore di un quarto.  Ricordiamoci che nell’economia di uno stato la famiglia dovrebbe essere considerato uno dei pilastri dato che a livello di consumi tiene in moto la dinamo dei mercati. Anche qui l’Italia dimostra la sua miopia penalizzando questa istituzione che infatti si va via via disgregando mentre i giovani escono di casa sempre più tardi non potendo affrontare i carichi economici che li aspettano!

Qui sotto potrete trovare l’indice completo della Libertà fiscale in 29 Paesi Europei e se qualcuno si chiedesse ancora perché tanti piccoli e medi imprenditori stanno arrivando a Tenerife con i loro capitali e le loro idee… beh, pensate che rispetto alla Spagna qui le tasse sono ancora più basse e fermi restando quelli che sono i rischi imprenditoriali che ogni persona si assume quando decide di “fare impresa”, ditemi sinceramente se Tenerife non vi sembra una meta auspicabile…

fare impresa grafico con indice della libertà fiscale nel mondoPer tutti gli altri dati di cui abbiamo parlato vi rimandiamo alla fonte di queste informazioni sul sito http://impresalavoro.org/indice2016/, ma se volete approfondire insieme l’argomento “fare impresa” commentate l’articolo qui sotto!

Hasta pronto!

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