El Pris, Tenerife

El Pris, Tenerife

Ecco uno di queipaesini di Tenerife dove normalmente… ci si arriva per caso!
Parliamo di un centro urbano del Municipio di Tacoronte che prende il nome dal termine canario “porís“, che significa piccolo porto naturale.

Il suo valore non sta tanto nella sua storia o nell’architettura locale, ma se sei in cerca di autenticità e dell’ottima gastronomia isolana, El Pris non ti lascerà indifferente!
Da segnalare subito ci sono le varie “cofradias” del luogo: delle cooperative di pescatori dove viene proprosto solo pesce fresco di giornata e della zona.

El Pris è un luogo privilegiato nel quale godersi i colori del tramonto con il Teide sullo sfondo, ma vediamo meglio perchè vale la pena visitare questo paesino di pescatori impreziosito da una bella cala di sabbia nera e una grande piscina naturale.

 

LA PISCINA NATURALE
E’ possibile accedere alla piscina da varie scale che scendono dalla strada principale, ma c’è anche una rampa con ringhiere, ideale per gli anziani e i bambini che vogliano avvicinarsi all’acqua in sicurezza.

La piscina è separata dal mare aperto da un muro e quando la marea è abbastanza alta, il muro è appena visibile e l’acqua si rigenera, mantenendosi sempre pulita: è come fare il bagno direttamente in mare, ma senza preoccupazioni!
Comunque solo nei mesi estivi è in funzione il servizio bagnini per il salvataggio, quindi è sempre necessaria cautela.

 

LUNGOMARE
E’ una bella passeggiata che costeggia il paese, punteggiato di locali dove fermarsi e muretti da dove godere della splendida vista.
Alla fine del lungomare inizia un percorso ampio e sicuro di circa 900 metri che collega El Pris con la località Mesas Del Mar, passando lungo la costa, superando insenature e scogli, fino alle successive spiagge.

 

EREMO STELLA MARIS
Dedicato alla Virgen del Carmen, fu una vera e propria scommessa dell’architetto Alejandro Beautell e della comunità stessa, vista la sua originalità architettonica completamente avulsa dal resto del contesto.
Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma bisogna ammettere che la struttura negli anni ha ricevuto diversi premi del settore, con selezioni negli Stati Uniti, in Spagna, in Argentina e raggiungendo persino il Giappone.

La struttura è a pianta circolare, il rivestimento è in cemento grezzo, ma sono i numerosi dettagli a fare la differenza…

Le maniglie delle porte di accesso vedono una A e una M che si incastrano tra loro (e che stanno per Ave Maria), la campana è quella di una nave, i cuscini sono fatti a mano e sono disposti in modo circolare, creando una comunione speciale tra i parrocchiani.
Nelle pareti sono incastonate più di una dozzina di stelle marine blu e quando entra luce dal lucernaio superiore si forma una M sul pavimento.

Volete un’altra curiosità? Quando fu posata la prima pietra dell’eremo, l’evento fu celebrato bevendo vino… bene… quelle bottiglie poi vennero sbriciolate e diventate parte di questa originalissima chiesa!

 

 

 

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