E’ possibile crearsi un lavoro a Tenerife?
Nel nostro articolo “I 10 passi per aprire un’azienda a Tenerife”, abbiamo illustrato i passi necessari, burocraticamente parlando, per aprire un’attività a Tenerife. Considerata la bassa fiscalità che contraddistingue quest’isola felice e le decine di idee che ancora sono da sviluppare, o le migliaia che sono da svecchiare (qui in molti settori si lavora ancora come 30 anni fa!), viene da chiedersi come mai l’isola non sia sommersa da giovani piccoli imprenditori desiderosi di mettersi in campo con modesti capitali e grandi idee… o quanto meno ORIGINALI ! 🙂

crearsi un lavoro dubbi che diventano idee

Ogni volta che organizzo un corso di orientamento per piccoli imprenditori, scopro che la fantasia e la creatività che da sempre hanno contraddistinto la genia Italiana, nella nuova generazione (non sempre per fortuna) giace impolverata, arrugginita e rinchiusa agonizzante in schemi vecchi e consunti. Per essere più chiaro, mi domando ad esempio che senso abbia venire qui a Tenerife ad aprire un ristorante quando ce ne sono già migliaia (alcuni anche di ottima qualità), che si spartiscono il non enorme mercato di quest’isola: ogni volta prego sempre di scoprire almeno che, per quelle persone, la ristorazione sia una passione, un amore senza il quale non possono vivere, un bisogno connaturato di creare opere d’arte col cibo. Invece, puntualmente, mi accorgo che, più semplicemente, è la sola idea che sono riusciti a pescare in mezzo ad un oceano di informazioni scarse, ma ben confuse!

Ma non è questo il lato peggiore: il problema è che, nonostante siano anni che è sotto gli occhi di tutti che il “posto fisso” non esiste più (ormai anche le aziende più grandi, possono decidere in qualunque momento di de-localizzare, lasciando in crisi tutti i dipendenti), la maggior parte degli “avventurieri di Tenerife”, sbarca qui alla ricerca dell’impiego da dipendente… magari mal pagato, magari ultra sfruttato, magari non gradito MA… a stipendio fisso!

PERCHE’? Mi sono posto questa domanda per molto tempo, soprattutto perché qui a Tenerife mettersi in proprio costa 2-300 euro di pratiche (darse de alta) e il primo anno si pagano poche decine di euro in Seguridad Social e non riuscivo a spiegarmi le motivazioni alla base del non provare a inventarsi qualche attività che andasse a riempire le nicchie di mercato libere, o addirittura crearsi un lavoro NUOVO.
Ho cominciato allora un processo di brainstorming con le persone che si affidavano alla mia consulenza ed ho scoperto che, sotto la cenere… si celavano vulcani di attività pronti ad esplodere MA… sepolti e sopiti sotto massi enormi e granitici di timori, la maggior parte dei quali inconsistenti, o artefatti a regola d’arte.

Ecco allora che ho cominciato ad affrontare queste chiacchierate con un approccio differente e finalmente ho visto molte persone partire in quinta lanciati verso l’orizzonte dei loro progetti! Questo mi ha fatto pensare che chiunque dovrebbe avere la possibilità di conoscere i “mostri” che lo atterriscono e magari avere coscienza di come trafiggerli a morte per riavere libera la strada davanti a sé.
Parleremo quindi delle “paure” che fanno sì che tante persone intelligenti, preparate, volonterose e ben intenzionate passino la vita ad accontentarsi, evitando di costruirsi un futuro con le proprie mani e di crearsi un lavoro PROPRIO.

 

Crearsi un lavoro: dubbi, paure e stress… le tue armi migliori!

crearsi un lavoro uomo sulla linea di partenzaE’ assolutamente normale che, nel momento in cui si concepisca di cambiare la nostra vita passando da un lavoro dipendente a uno autonomo, o anche solo spostando la nostra attività in un paese straniero, si venga presi da paure, dubbi, timori e stati d’ansia che tendono spesso a bloccarci, o a farci tornare sui nostri passi. Questo non è altro che un esempio pratico e lampante di come possiamo comunicare male con noi stessi e auto-indirizzarci al fallimento dipingendo di negatività quelli che invece sono i nostri migliori strumenti per avere successo.

La paura è non strumento straordinario che ci ha dato la natura per aumentare il nostro stato di allerta e le nostre capacità di sopravvivenza: diventa negativa solo se, invece che utilizzarla come uno strumento, ne diventiamo vittime! Quando avete paura il vostro cervello ragiona più in fretta, i vostri sensi sono più acuti, il sangue corre più veloce come pure la respirazione e questo ossigena meglio il vostro corpo e l’adrenalina comincia a scorrere abbondantemente: tutto questo vi rende migliori, più forti, più rapidi, più lucidi e più intelligenti. Come potete vedere la paura come una sensazione negativa, o un motivo per non impegnarvi? In realtà siete al vostro massimo! Usate la paura a vostro vantaggio e non lasciatevi dominare!

 

Crearsi un lavoro: uscite dagli schemi, non siete nati per stare in gabbia!

crearsi un lavoro città all'interno di una gabbiaNel preciso momento in cui le persone cominciano a pensare a un cambio sostanziale nella loro esistenza, si ritrovano immediatamente a doversi affrontare con lo spettro del dover rinunciare alla semplicità della loro vita attuale, al suo scorrere regolare e senza grossi scossoni, al tempo libero ben definito e regolarmente disponibile e alla tranquillità di uno stipendio fisso (più o meno buono) che gli permette di “programmare” la propria quotidianità.

Si chiama “situazione di confort” ed è la vostra gabbia, ve la siete costruita nel corso degli anni e vi dà una sensazione di falsa sicurezza e di “controllo”. Il vostro carceriere è il cervello che prima è stato “condizionato” da voi e dalle vostre decisioni e adesso vi condiziona a sua volta trasmettendovi in continuazioni falsi messaggi di benessere e di adeguatezza alle vostre aspettative.

Appena comincerete a pensare di poter fare qualcosa di diverso, la vostra mente comincerà a bombardarvi di “avvertimenti terroristici” in cui vi prospetterà la possibilità di perdere la vostra tranquillità, la sicurezza e il controllo della vostra vita: siete prigionieri di un illusione! Domani la vostra azienda può chiudere, può trasferirsi all’estero, la vostra compagna può lasciarvi, i figli cresceranno e prenderanno le loro strade, lo stipendio coprirà sempre meno le vostre esigenze e probabilmente la futura pensione vi eviterà solo l’indigenza. Non rimanete ancorati alle vostre abitudini come cozze sugli scogli: il cambiamento porta sorprese, porta novità, porta energia, ma soprattutto ricordate che “se fate sempre le stesse cose otterrete sempre gli stessi risultati”.

Non abbiate timore dell’incertezza dell’abbandonare il buono e puntate a raggiungere lo straordinario!

 

Crearsi un lavoro: siete di più di ciò che sembrate!

crearsi un lavoro supermanVivere in Italia significa spesso ritrovarsi incastrati involontariamente in un loop consumistico e di competitività sociale che ci fa dare grande importanza a quello che abbiamo, a discapito di quello che siamo: il vestito nuovo, la macchina nuova, il televisore ultrapiatto, il cellulare di ultima generazione, la scarpa giusta e la casa giusta; purtroppo si tende a scordarsi che “non siamo ciò che abbiamo, ma ciò che pensiamo”.

Già questo è un atteggiamento mentale che nella vita quotidiana qui a Tenerife scoprirete presto che è quasi inesistente. Ma ancora più importante è l’essere consci che “CAMBIARE” significa lasciare indietro tutte le situazioni e gli affetti che componevano la vostra vita attuale e che questo porterà inevitabilmente a pressioni, critiche e “consigli saggi”. Siete pronti a sentirvi dire “Lasci la tranquillità per…”, “Non sarebbe meglio lottare qui dove conosci…”, “Mi sembri pazzo…”, etc, etc ??
Siete pronti ad accettare il fatto che riceverete critiche, prese in giro, commiserazioni e pressioni e a non dimenticarvi mai che solo voi stessi conoscete i vostri sogni e le vostre aspettative e che solo il vostro giudizio finale è quello che conta?

La paura di quello che dirà la gente non solo ci fa spesso fare scelte sbagliate, ma ancora più frequentemente ci blocca irrimediabilmente. E’ una paura che viene instillata fin da bambini: “Non ti far guardare dalla gente”, ci hanno ripetuto talmente tante volte che il confonderci con la massa senza fare niente che attiri l’attenzione è diventato quasi un input automatico nella nostra vita. Ascoltate tutti, ignorate i disfattisti e fate tesoro delle critiche costruttive. Imparate a dare la giusta importanza (e non di più) ai giudizi altrui e sarete pronti a iniziare il cambiamento!

 

Crearsi un lavoro: le responsabilità ci rendono migliori!

crearsi un lavoro uomo indicatoda tuttiLa paura di assumersi delle responsabilità, o di poter essere colui da cui dipende il benessere e la felicità di altri, è uno dei freni che blocca molte persone sulla linea di partenza. Nel momento in cui deciderete di avviare qualche attività in proprio se sarete da soli dovrete imparare a gestire i vostri stati d’animo e a darvi delle regole, perché altrimenti la tentazione di approfittare in maniera negativa di questa nuova libertà organizzativa dei tempi di lavoro, potrebbe essere deleteria. Se poi avrete dei soci, sarete in parte responsabili dell’andamento dell’azienda e conseguentemente del benessere economico delle loro vite.

Crearsi un lavoro è senza dubbio un peso non indifferente da sopportare, ma dovete considerare che è ben più piccolo di altri che state pensando, prima o poi (se non già adesso), di assumervi. Pensate ad esempio quanto maggiore sia la responsabilità di mettere su una famiglia, o di avere un bambino che dipenderà da voi in tutto e per tutto almeno per i primi 20-30 anni della sua vita e che potrebbe aver bisogno di appoggiarsi a voi e ai vostri consigli anche in futuro… Non lo ritenete più impegnativo che occuparvi di un’attività lavorativa?
Le responsabilità ci fanno crescere e fanno di noi delle persone migliori: accoglietele con entusiasmo!

 

Crearsi un lavoro: il denaro è uno strumento, non l’obbiettivo!

crearsi un lavoro soldi o felicitàIl timore di poter perdere quel “gruzzoletto” accumulato in anni di attività, che lasciato lì fermo non ci rende niente, ma ci regala un’illusione di tranquillità, è una delle paure più grandi che blocca l’aspirante imprenditore. Questo freno assume dimensioni ancora più importanti quando la scelta di creare un’impresa propria non deriva da un anelito all’indipendenza, all’auto-realizzazione, o da un desiderio di concretizzare una nostra aspirazione, ma procede da una necessità come ad esempio aver perso il lavoro e non riuscire a trovarne un altro simile.

Il sogno di guadagnare “rapidamente, sicuramente, con poca fatica e con poco investimento” non è certamente lo stato mentale ottimale di chi voglia affrontare un mercato con le proprie forze e con le proprie idee: se l’obbiettivo è solo guadagnare soldi è evidente che si è già perso di vista il vero traguardo del fare impresa. Far nascere un’impresa dal nulla e portarla al successo, richiede investimenti in tempo e denaro, piccoli o grandi che siano a seconda del progetto che si vuole perseguire.
I soldi sono solo uno strumento, nella prima parte dell’impresa, per infondere vita al nostro progetto: in un secondo tempo, i guadagni saranno esclusivamente un metro di valutazione della bontà del nostro operato e delle nostre idee.
Ovvio che questi dovranno essere in quantità tale da permettere il proseguimento della nostra attività e sufficienti per garantirci una qualità della vita soddisfacente, ma devono sempre essere visti come una conseguenza del nostro lavoro e non come il fine. Ricordatevi sempre che… Il denaro è un ottimo servo per alcuni e uno spietato padrone per altri!

 

Crearsi un lavoro: paura dell’insuccesso…

crearsi un lavoro felicità personaggio di inside downNon si può cominciare a “fare impresa” finché la nostra testa è piena di “SE”, di “MA” e di condizionali del tipo “POTREI PROVARE”. Bisogna partire con lo spirito positivo del “QUANDO AVREMO CONSEGUITO”, “ARRIVATI A QUESTO STEP” e via dicendo, perché provare non basta, bisogna essere determinati a riuscire.

Spesso la paura principale è quella di non essere in grado di affrontare un fallimento e di dover subire le critiche e le burle delle persone che conosciamo e questo porta a voler “giocare sul sicuro” proseguendo nella nostra quotidianità che così bene conosciamo e in cui nessun imprevisto può sorprenderci. Purtroppo però, l’unico modo sicuro per non sbagliare mai è non fare nulla e non serve che sottolinei quanto può essere improduttivo questo atteggiamento mentale…

Tuttavia le sorprese e gli imprevisti fanno parte del percorso imprenditoriale e la capacità di riprendere l’equilibrio ogni volta che si inciampa e di rimettersi in piedi dopo ogni caduta, è un’attitudine psicologica che si può apprendere e che, ogni volta, diventa più facile e naturale da utilizzare. Se osserverete con attenzione le persone che lavorano in proprio da molto tempo, scoprirete che affrontano anche la loro vita personale e famigliare con maggiore produttività ed ottimismo del resto della gente: questo si deve al fatto che sono abituati ad affrontare i cambiamenti e gli imprevisti in ogni momento e che le sorprese sono quello che danno “sale e sapore” alle loro vite. Perché è bene ricordare che… Nella vita nulla avviene né come si teme né come si spera.

 

Crearsi un lavoro: guadagni differenti, vite differenti

crearsi un lavoro colazione in spiaggiaNell’arco della nostra infanzie e adolescenza, siamo stati bombardati da informazioni e condizionamenti che ci suggerivano e instillavano sottilmente il concetto che un lavoro fisso ci avrebbe permesso di godere di una rendita fissa e quindi della possibilità di organizzare correttamente le nostre vite. Oggi le aziende chiudono, si trasferiscono all’estero, si automatizzano e i posti di lavoro sicuri non esistono più, ma tuttavia molti restano ancora abbarbicati alla speranza che un lavoro “garantito” gli assicuri la tranquillità.

Tra le paure più consistenti di chi sta pensando di mettersi in proprio c’è quella di non avere entrate sicure.
Il pensiero non è assolutamente campato in aria, perché mentre il dipendente, il 1° di ogni mese, passa la giornata a tavolino a pianificare come organizzare il suo stipendio preso il giorno prima, l’imprenditore apre il suo organizer e trascrive una cifra preceduta da un segno meno che indica le spese fisse (utenze, merci, servizi, commercialista, affitto, carburante, contributi, dipendenti, etc..), che ogni 30 giorni deve coprire e sopravanzare se vuole che la sua sia un attività produttiva.

Sul grafico dei redditi il dipendente ha una linea dritta e piatta, l’imprenditore ha un grafico che può assomigliare all’elettrocardiogramma di un cuore impazzito. Ci saranno mesi altamente produttivi e altri in cui bisognerà attingere alle riserve, ma l’autonomo si abituerà a fare dei bilanci semestrali per controllare l’andamento generale dell’attività essendo ben conscio che i mesi e le stagioni non sono tutti uguali.

Chi lavora in proprio non ha giornate di mutua, ma neanche si alza senza voglia, o frustrato per andare al lavoro, perché la sua attività è rendere reale un suo personalissimo sogno. Chi si approccia alle considerazioni di una eventuale attività indipendente, spesso è spaventato persino dalla possibilità di guadagnare troppo e di come dover gestire queste disponibilità a cui non è abituato.
Bisogna imparare a pianificare e a non cedere ai facili entusiasmi, o agli stati depressivi a seconda dei momenti di buona o cattiva fortuna commerciale. Tenete ben saldo il timone e gli occhi fissi all’orizzonte: la terra non è mai troppo lontana e l’approdo è un momento di gioia indescrivibile! 😉

 

Crearsi un lavoro: essere preparati al cammino, non all’arrivo

crearsi un lavoro viaggiatore su una lunga stradaL’errore principale che si commette è quello di pensare a quanto sarà difficile arrivare al traguardo invece che visualizzare correttamente le tappe da percorrere. Non ci decidiamo mai a partire perché non ci sentiamo perfettamente pronti, il prodotto non è completamente a punto, la conoscenza del mercato non è sufficientemente approfondita, la nostra esperienza nel settore non è veramente completa e per di più, relativamente al voler fare impresa a Tenerife, la nostra conoscenza della lingua è troppo superficiale

Se davvero avete intenzione di aspettare che tutte queste situazioni siano completamente a punto e perfette… non comincerete mai perché scoprirete che vi manca sempre qualcosa, che potreste conoscere meglio qualcos’altro e via dicendo. Suddividete il vostro percorso in piccole tappe, mettete a punto il vostro background lavorativo in maniera intelligente e lanciatevi senza paura verso il primo traguardo (step); migliorerete giorno per giorno in ogni settore, relazionandovi con  clienti, col mercato e con la lingua e ogni volta che raggiungerete uno dei piccoli obbiettivi che vi siete posti proverete una nuova euforia che vi spingerà ancora più avanti.

Tenere gli occhi fissi solo sul risultato finale, farà sì che, col passare del tempo e il sopraggiungere degli imprevisti e dei normali ritardi di attuazione che ne conseguono, possiate sentirvi stanchi o demoralizzati fino a perdere di vista il percorso. Procedete mettendo un piede davanti all’altro ed imparate a considerare un successo ogni nuovo passo. Se trovi  un percorso senza ostacoli, probabilmente ti porterà dove vanno già tutti.

 

Crearsi un lavoro: l’eccellenza risiede nell’umiltà

crearsi un lavoro scalatori che si aiutanoPossiamo essere bravi in tante cose, addirittura eccezionali in alcune, ma non potremo mai essere i migliori in tutto. Spesso capita di sentire piccoli imprenditori che dichiarano di lavorare meglio soli perché non devono discutere con nessuno, perché non si ritrovano con dei freni in mezzo ai piedi, perché temono che a condividere la loro esperienza potrebbero in seguito esserne defraudati e via dicendo. Ci si scorda spesso che il lavoro dell’imprenditore non ha il suo focus nei soldi, ma nella sua capacità di relazionarsi con le persone intorno e di creare una rete commerciale e personale che abbia come conseguenza la creazione di flussi di denaro.

Bisogna imparare a relazionarsi non solo all’esterno con il mercato, ma soprattutto all’interno della nostra attività con persone che, per età, per esperienza lavorativa, per conoscenze specifiche, per cultura o per semplice istinto commerciale naturalmente sviluppato, possano essere migliori di noi in specifiche circostanze, o anche solo in generale. L’umiltà di sapere riconoscere queste peculiarità in poche e ben selezionate persone, è un segno di grande intelligenza commerciale: il riuscire a coinvolgerle e appassionarle al nostro progetto è la migliore arma che avete per puntare velocemente e sicuramente al successo!

Questa regola assume un’importanza ancora maggiore nel momento in cui decidete di intraprendere qualche attività qui a Tenerife in cui potrebbero servirvi anni prima di parlare la lingua perfettamente, di comprendere la psicologia canaria e le sue sfumature in maniera corretta e di avere assimilato totalmente tutte le relazioni personali e commerciali che costituiscono l’ossatura del vostro mercato di riferimento. Non abbiate paura di chi è migliore di voi perché anche voi avete molto da offrirgli: imparate a collaborare e crearsi un lavoro non sarà più un sogno impossibile! Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante…

 

Crearsi un lavoro: l’erba del vicino non è più verde… è del vicino!

crearsi un lavoro prato verdePenso davvero che una delle paure più grandi che attanaglia sempre chi comincia a valutare di crearsi un lavoro in proprio, sia quella che io definisco la “Sindrome di Davide e Golia”. Al momento di valutare un mercato in cui si sarebbe interessati ad entrare, spesso si viene bloccati dal timore che il mercato sia già saturo, o che ci siano colossi che la fanno da padroni.
Bisognerebbe sempre tenere presente innanzitutto che un mercato già ricco di offerta è, conseguentemente, un mercato molto importante e che l’unica cosa a cui dovreste pensare, è come proporre un servizio migliore, originale, più personalizzato, o più caratterizzato, in modo di ritagliarvi la vostra nicchia di mercato che sarà sufficientemente grande per garantire la prosperità della vostra azienda.

Se poi decidete di vendere hamburger e pensate di dovervi confrontare con McDonald, allora stò per darvi una notizia che spero non uccida la vostra autostima: McDonald non sa neanche che esistete e non ha intenzione di perdere neanche 10 secondi per confrontarsi con voi! 😀 Così, mentre loro proseguiranno a servire patatine e hot-dog senza neanche rivolgervi un’occhiata, voi passerete le giornate ad amareggiarvi seguitando a fare confronti tra voi e loro.

Guardate tutto quello che fa la concorrenza, mettete a punto la vostra idea imprenditoriale e poi… scordatevi di tutto e tenete gli occhi ben puntati solo sul vostro progetto. Non dovete essere migliori di nessuno: il vostro unico scopo è essere unici, originali e migliorare ogni giorno voi stessi! Non varcherete mai nuovi oceani se non siete disposti a perdere di vista la spiaggia!

 

Crearsi un lavoro: avete una sola bocca, ma ben due orecchie

crearsi un lavoro persona che cerca di sentire meglioE’ incredibile di come ci si possa convincere di qualcosa che non esiste, praticamente un mostro sotto il letto che ci impedisce di muoverci e di respirare. Una frase che sento spesso è: “Un imprenditore deve anche saper vendere e io non sono capace”. Quando sento questo, cerco sempre di evitare di sorridere e, molto seriamente, chiedo: “Come fai a saperlo?” e proseguo poi con altre domande tipo “Ma pensi che sia un handicap mentale, o di essere meno intelligente di altre persone” e continuo a metà tra la curiosità e la provocazione. Cosa succede? Che la persona con cui parlo sviscera il problema (conoscere il prodotto), lo contestualizza (analisi della concorrenza sul mercato), gli dà un peso soggettivo (analisi personale del valore del prodotto), lo colloca in una precisa posizione sulla scala dei suoi talenti (posizionamento del prodotto sul mercato), considera le mie opinioni in merito e le usa per creare le sue ragioni (individuazione delle esigenze del cliente) e conclude dicendo… “Per questo so di non saper vendere”.
In realtà, quello che ha appena fatto, è vendermi abilmente e sottilmente la sua idea, seguendo in maniera inconscia tutti i migliori crismi di vendita e le più perfezionate strategie di marketing che un venditore smaliziato può utilizzare.

Il punto è che passiamo tutta la vita a vendere opinioni, ragioni, passioni, regole di vita e in generale noi stessi e lo facciamo sempre mettendoci entusiasmo, convinzione ed energia MA… siamo convinti di non saper vendere e se ci viene chiesto PERCHE’, in un attimo… vendiamo ottimamente le nostre ragioni!
La sola cosa che differenzia il venditore principiante dal professionista è che il primo si produce in lunghi monologhi per convincerti, mentre il secondo domanda e ascolta fino a quando non ha individuato un’esigenza da soddisfare e solo allora ti parla del suo prodotto focalizzandolo su quel particolare aspetto.

Il processo di vendita è solo il saper chiacchierare con le persone in modo personale, interessandoci realmente alle loro esigenze e solo alla fine offrendogli una soluzione alle loro problematiche. Non siate oratori opprimenti, ma buoni amici e scoprirete che vendere è naturale e divertente! Il modo migliore per convincere di un’ idea gli altri è fare in modo che la suggeriscano loro stessi!

 

Crearsi un lavoro: concludendo…

Come avrete ben visualizzato se siete arrivati fin qui a leggere, l’unica cosa che vi frena e vi impedisce di mettervi in proprio e crearvi un’attività e una vita che vi soddisfi, sono paure e timori che avete costruito da soli, che non hanno ragione di esistere e che è molto semplice superare.
ATTENZIONE, questo non significa che l’attività autonoma sia per tutti: se vi sentite soddisfatti nell’avere un orario, una vita regolarmente organizzata, un budget fisso di cui disporre e un tempo libero ben scandito dagli orari e dai giorni festivi, è assolutamente normale che vi conformiate con una vita impiegatizia e che godiate della regolarità che essa offre. Conosco dipendenti che sono esempi di felicità e di auto-realizzazione, perché all’uscita del lavoro hanno tempo per la palestra o per gli amici, perché cenano a casa con la famiglia, perché hanno i week-end liberi per stare con i figli, o per piccoli viaggi ricreativi o culturali e che guardano con compassione chi non possegga questo loro tesoro di organizzazione.

MA… se invece in quel ruolo vi sentite stretti e intuite che potreste fare qualcosa di differente, è bene anche che conosciate tutte le paure che consciamente o inconsciamente dovrete affrontare e se alla fine di tutti i conti non ritenete di potercela fare… allora non sarà Tenerife, o Bangkok che faranno di voi degli imprenditori di successo.

crearsi un lavoro la chiave giusta

Tuttavia esistono anche delle soluzioni-chiave per affrontare questi timori e fare il grande passo:

  • Copritevi le spalle. I poliziotti girano in coppia come pure i militari: le situazioni di pericolo o incertezza necessitano sempre di un “partner” fidato. Una buona strategia è unirsi nell’impresa a qualcuno con caratteristiche differenti dalle vostre che possa coprire le vostre mancanze e con cui voi possiate essere complementare. Se lui non avrà paure voi sarete stimolato a lanciarvi in avanti, ma la vostra naturale prudenza sarà un utile freno per i suoi entusiasmi e potrà magari evitare qualche scivolata dovuta al correre troppo.
    Unite le vostre differenze e non avrete limiti
  • Valutate i rischi. Spesso la paura nasce solo dall’incertezza del non conoscere bene le opportunità che abbiamo. Fermatevi un attimo, sedetevi a un tavolo, prendete carta e penna e cominciate a pensare attentamente all’idea che avete avuto, a scrivere gli obbiettivi che volete raggiungere e i guadagni che potrete ottenere. Vedere il vostro progetto scritto chiaramente davanti ai vostri occhi, renderà molto più produttivo e facile prendere una decisione.
    Fate aprire la porta dell’armadio a un amico… e ridete nello scoprire che nessun mostro ci abitava
  • Permettetevi di evolvere. Non chiedete a voi stessi di essere perfetti, ma imparate a gratificarvi per ogni giorno di esperienza che farete sul campo e per ogni minima cosa che imparerete. Potrà essere una parola che non conoscevate e che vi permetterà di essere più incisivi, un’informazione che vi aiuterà a focalizzare meglio le esigenze del mercato, una barzelletta breve che vi farà entrare nelle grazie dei prossimi interlocutori. Un imprenditore cresce un po’ ogni giorno e non pronuncia mai la distruttiva frase “Io sono fatto così”, ma vive con la consapevolezza che “non c’è motivo di essere se stessi se si può essere migliori”.
    Datevi la possibilità di crescere e ogni giorno vi sentirete più sicuri e più fiduciosi in voi stessi
  • Pianificate senza pignoleria. Create il vostro business plan e datevi delle scadenze, ma senza essere pignoli o troppo precisi. Inserite nel vostro progetto anche tappe come “Conoscenza basica dello Spagnolo”, “Buona conoscenza”, “Ottima conoscenza”, perché anche questa voce deve far parte del vostro percorso. Mettete per iscritto quanti clienti dovrete avere alla fine del primo trimestre e del secondo, ma non necessariamente quanto dovranno fatturare perché nel primo anno è importante farsi conoscere, non necessariamente guadagnare. Prendete la cifra totale che sarà necessario guadagnare perché la vostra attività diventi produttiva, ma dividetela in 30%-30%-40% e datate questi step a 12–18-24 mesi dallo start up perché i primi tempi potrebbero essere improduttivi, ma se avrete lavorato bene, a partire da un certo momento le entrate aumenteranno molto più in fretta anche in virtù di quel fenomeno chiamato passa parola che si innesca solo dopo che la conoscenza tra voi e il cliente abbia assunto la forma di una simpatica amicizia. State attenti però a non pianificare troppo e con troppo puntiglio o rimarrete bloccati sui dettagli e non comincerete mai. In poche parole…
    Siate pronti a non essere mai completamente pronti!
  • Lasciate che la passione vi trascini. Si pensa che le azioni più istintive e immediate si compiano solo per amore di una persona. Ma anche l’amore e la passione per il proprio lavoro e il desiderio di rendere concreta una vostra idea possono essere un motore inarrestabile che vi può trascinare avanti sulla strada del successo e che può farvi dimenticare o mettere in secondo piano, tutte le vostre paure inconsce. Scoprirete che, come non avete avuto paura di dichiararvi alla persona amata perché il rischio di un fallimentare NO vi era sembrato inferiore alla sofferenza che avreste provato a vivere senza di lei, così anche la paura di non riuscire nel vostro progetto sembrerà rimpicciolirsi di fronte alla possibilità di rimpiangere tutta la vita di non aver fatto una cosa che vi appassionava e vi poteva rendere felici.
    Dichiarare il proprio amore può avere un costo, ma ottenere di essere amati… non ha prezzo!
  • Un passo davanti all’altro. L’abbiamo già detto, non fermarti troppo a guardare quanto sia lontano il traguardo, ma piuttosto tieni gli occhi ben fissi sulla strada da percorrere e comincia a muovere il primo passo, poi il secondo e pensa solo a non fermarti: quando taglierai il nastro non vedrai l’ora di “iscriverti” a un’altra corsa! Decidi le prime cose che devi fare e comincia a realizzarle e vedrai che ogni giorno acquisterai sempre più sicurezza e non vedrai l’ora che arrivi il giorno seguente per poter fare qualche altro passo. Pochi sanno che l’essere umano è l’unico mammifero che, opportunamente allenato, può correre per giorni senza fermarsi, mentre tutti gli altri possono andare più veloci, ma per distanze relativamente brevi. Quindi…
    Non volere essere un leone ma stimati di essere umano e avanza con calma inesorabile

 

crearsi un lavoro ok

Adesso conoscete le paure più inconsce che possono frenare un vostro progetto imprenditoriale e avete gli strumenti per tenerle sotto controllo. Se poi aveste bisogno di una consulenza specifica relativamente al vostro progetto o di assistenza nell’espletamento della parte burocratica e fiscale per cominciare la vostra attività, rivolgetevi a NOI perchè non lavoreremo PER voi, ma CON voi: vi potremo aiutare a capire come muovere al meglio e nella maniera più economica i primi passi in questa terra meravigliosa, ma a voi ancora sconosciuta, che è Tenerife!!!

Hasta pronto!

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