Nell’articolo precedente Cannabis Club a Tenerife: ecco cosa dice la legge, abbiamo sviscerato cosa dice la legge Spagnola in merito alla coltivazione, utilizzo e vendita di Cannabis, sia dal punto di vista dei privati consumatori che da quello degli “esercenti” di questa particolare categoria imprenditoriale. Oggi vogliamo invece entrare un po’ più nel merito e spiegarvi quali siano i passi giusti da fare per aprire un Cannabis Club a Tenerife.

Cominciamo col dire che questi Cannabis Club sono a tutti gli effetti delle Associazioni No-Profit (va beh… più o meno!) dotate di Atto Costitutivo  e provviste di uno Statuto interno che i soci si impegnino a rispettare: il loro scopo dovrebbe essere quello di svilupparsi attraverso un dialogo con le autorità e all’interno di una situazione normativa in cui il consumo personale è depenalizzato o quanto meno, come visto fin qui, “non penalizzato”. L’obbiettivo dovrebbe essere quello di creare un ambiente rigidamente ristretto e non pubblicizzato (approfondiremo questo concetto in seguito), in cui poter rifornire legalmente i soci aderenti anche tramite coltivazione collettiva, sottraendo così occasioni di illegalità al mercato sommerso.

Deve risultare chiaro a tutti che i Cannabis Club di Tenerife sfruttano questo vuoto normativo che non penalizza il consumo in privato ma che non hanno nulla a che vedere con i più famosi Coffee Shop di Amsterdam: infatti i primi sono riservati esclusivamente a soci mentre i secondi sono aperti al pubblico.

Essendo riconosciuta a livello internazionale la possibilità per chiunque di associarsi liberamente a tutti i livelli, la costituzione di un Cannabis Club deve (o dovrebbe) adempiere alcuni passaggi fondamentali per potersi ritenere adempiente al 100% alle normative vigenti…

 

Cannabis Club – La coltivazione

Prima di tutto andrebbe considerato l’investimento per la creazione di una piccola coltivazione, atta a sostenere le esigenze dei soci effettivi e considerando anche una produzione extra che tenga conto di una certa crescita numerica dei soci nell’arco del tempo e che si ampli di volta in volta solo a fronte dell’effettiva necessità di coprire una maggiore richiesta interna.
Importante è quindi tenersi alla larga dal mercato nero che, evidentemente, non essendo controllabile e verificabile dalle autorità, metterebbe l’associazione in una luce negativa.

Questa prima considerazione spesso non viene tenuta nel debito conto dalle costituende associazioni che si ritrovano poi inevitabilmente a dover fare i conti con la giustizia locale non potendo dimostrare le quantità effettive di Marijuana utilizzata nell’arco del mese… ricordiamoci che gli spacciatori non rilasciano fatture!!! 😉

 

cannabis club coltivazione

 

Cannabis Club – L’Associazione

Fatto quindi per bene mente locale agli investimenti necessari non solo per aprire ed arredare un locale atto al ricevere e intrattenere i soci ma anche quelli per la creazione di una coltivazione efficiente e di qualità, si passa al primo step che è la costituzione ufficiale di un’associazione formata da consumatori inderogabilmente maggiorenni che si uniscono per coltivare una certa quantità di Cannabis unicamente per il loro uso e consumo.

Occorre creare un Comitato Esecutivo che sia composto almeno da un Presidente, un Segretario e un Tesoriere e stabilire in maniera cristallina i vari processi decisionali in modo che tutti i soci, in qualunque momento, siano sempre al corrente degli eventuali percorsi intrapresi, degli accordi economici e così via dicendo. Nello Statuto andranno illustrate chiaramente le finalità dell’Associazione che potranno essere rivolte anche solo all’auto consumo lontano dal mercato nero, come anche la promozione di dibattiti sulle finalità terapeutiche della Cannabis, la sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione o la realizzazione di nuovi incroci.

Una volta quindi proclamata l’Assemblea Costituente e approvati gli statuti e l’atto costitutivo, si deve presentare tutta la documentazione al registro della Comunità Autonoma di pertinenza per rendere ufficiale l’associazione. Si consiglia anche di unirsi alla FAC spagnola (Federazione di Associazioni per la Cannabis) per dare tuttavia maggiore legittimità al Cannabis Club.

Tutte le spese e le transazioni economiche devono essere correttamente documentate con fatture (uscite) e ricevute (entrate) sia per poterne mettere al corrente i soci in qualunque momento ci sia una richiesta specifica, sia per poter dimostrare alle autorità, qualora fosse richiesto, l’assoluta assenza di comportamenti illeciti. Sempre consigliata anche la possibilità di affidare la verifica e contabilità dell’associazione a un elemento terzo rispetto al Cannabis Club, un professionista capace di avere sempre il polso contabile della situazione dell’associazione e di poter essere sempre aggiornato sulle eventuali modifiche o implementazioni alle normative vigenti.

L’Associazione non potrà in nessun modo pubblicizzare la propria attività (neanche con un’insegna) e non potrà diffondere in nessun modo né tanto meno promuovere l’uso della Cannabis in nessun ambiente che non sia all’interno della cerchia ristretta dei soci regolarmente iscritti. Al crescere dell’associazione si dovranno coinvolgere gli iscritti nelle varie attività necessarie al proseguimento della vita sociale come per esempio la coltivazione, l’amministrazione, la gestione, etc…

 

Cannabis Club – Il regolamento

Avendo sull’argomento già a disposizione l’auto-regolamento realizzato da Encod (www.encod.org), lo riporto integralmente:

“I Cannabis Social Club organizzano la coltivazione collettiva di un quantitativo di cannabis che è esclusivamente inteso per il consumo privato dei propri membri. La capacità di produzione di un CSC si basa sul livello di consumo annuale previsto dei propri membri, aumentato di un quantitativo ragionevole come scorta di sicurezza, per contrastare il rischio di un raccolto andato male, furti, e per fornire una scorta di emergenza per coloro i quali consumano cannabis per ragioni mediche. Le regole interne di un CSC includono un protocollo sulla gestione di questo eventuale surplus.

Prima di poter diventare membro di un Cannabis Social Club, il candidato deve dichiarare di essere un utilizzatore di cannabis, o portare un certificato medico riportante la diagnosi, in modo da verificare che alla persona sia diagnosticata una malattia per la quale l’uso della cannabis è indicato, in accordo con le liste pubblicate regolarmente dalla Associazione Internazionale Cannabis come Medicina (IACM).

I Cannabis Social Club hanno un protocollo di adesione per i nuovi membri che include una spiegazione dei loro diritti e doveri, una indicazione del quantitativo stimato di consumo personale  e una conversazione privata sulla storia del consumo. Questo permette ai club di riconoscere un eventuale consumo problematico (psicopatologie)  e di far fronte a questa situazione. I Cannabis Social Club adottano una politica attiva di prevenzione di danni e rischi  e la promozione di metodi più sicuri di consumo della cannabis per i propri membri.

I Cannabis Social Club tengono un registro scritto onnicomprensivo, del consumo di cannabis da parte dei propri membri derivante dalla coltivazione collettiva; un registro che dovrà contenere almeno il numero identificativo del socio, i quantitativi prelevati e la data dei prelievi. In questo registro i dati personali sono sempre protetti. Ci sarà un tetto al quantitativo che i membri possono ottenere, in modo da evitare la possibilità di facilitarne l’uso a terzi.

I Cannabis Social Club tengono un registro scritto completo della produzione , nel quale l’associazione certificherà le date del ciclo di coltivazione, i metodi utilizzati per la coltivazione e i quantitativi raccolti ed atti al consumo. Ispezioni sono condotte saltuariamente da rappresentanti della associazione, per verificare la localizzazione, le misure di sicurezza ed il volume stimato della produzione.

I metodi di coltivazione, il trattamento post-raccolto, etc, devono soddisfano gli standard della agricoltura biologica, con un uso sostenibile delle risorse naturali.

Una volta che il raccolto è stato controllato ed il volume della produzione finale quantificata, l’associazione emetterà una autorizzazione scritta a uno dei suoi rappresentanti, per procedere al trasporto del raccolto dal punto di coltivazione fino al luogo dove è attuata la distribuzione controllata.

I Cannabis Social Club sono caratterizzati da trasparenza, democrazia e no profit. Funzionano come una associazione, con una completa apertura verso i propri membri per quel che riguarda gli aspetti finanziari, di modo che i loro membri possano vedere come i costi sono calcolati e come il denaro viene speso.

I CSC organizzano una assemblea generale almeno una volta all’anno, dove le relazioni annuali sono discusse e approvate. Tali relazioni includono il completo equilibrio di entrate/spese nel passato anno fiscale , in accordo con le regole stabilite a questo scopo.

I Cannabis Social Club possono decidere di assumere personale, che può ricevere una retribuzione ragionevole. In tal modo essi contribuiscono alla creazione di posti di lavoro, alla riattivazione economica  ed a risparmi sul budget per il rispetto della legge.

A differenza dei distributori di cannabis che operano sul mercato illegale, I Cannabis Social Club sono disposti ad entrare in dialogo con le autorità per fare luce sui loro metodi di lavoro, nel contesto della elaborazione di una regolamentazione legale della cannabis. Le autorità locali dovrebbero avere interesse in una regolamentazione di questo tipo, che gli permette loro di controllare i CSC in modo da assicurarsi sulla trasparenza e sicurezza della loro modalità di operare. Così essi creano una alternativa al mercato nero, prevengono l’accesso dei minorenni alla cannabis, aiutano a ridurre la spesa pubblica e generano nuove entrate fiscali. I CSC sono interessati a tale regolamentazione, in quanto garantirà lo status legale alla loro associazione e le sue attività.”

 

cannabis club negozio

Cannabis Club – I soci

Per potersi iscrivere bisognerà essere muniti di documento d’identità attestante la maggiore età ed essere presentati da un socio già iscritto tenendo sempre le limitazioni al numero massimo di iscrizioni possibile che è determinato dalla legislazione locale.
In seguito all’accettazione della richiesta, i soci che vorranno aderire verseranno una quota di iscrizione annuale e una mensile che verranno stabilite liberamente dal direttivo dell’associazione: dovranno compilare una richiesta di iscrizione presentando sempre un documento identificativo legalmente valido al fine di dimostrare di essere maggiorenni.

Perché l’iscrizione sia accettata bisognerebbe essere in possesso del Nie e a anche questa è una regola su cui molte associazioni molte volte tendono a glissare. Importante è anche la dichiarazione della previsione di consumo in cui il socio stipula un accordo sulla previsione media di consumo mensile permettendo all’associazione di regolarsi di conseguenza per la programmazione della quantità di cannabis da coltivare. La previsione di consumo non può essere superiore ai 60 grammi per socio e sarà compito del Cannabis Club fare sì che tutti gli iscritti siano correttamente informati sui prezzi di produzione e contemporaneamente metterli in grado di conoscere il prezzo finale del prodotto corredato di tutte le informazioni necessarie a valutarne l’effettiva correttezza e giustificazione al fine di coprire le spese: affitto, acqua, elettricità, materiali, salari, contributi, costi di materiale d’ufficio, costo trasporti e costi generali.

I soci che prestano opera all’interno dell’associazione devono essere correttamente e legalmente remunerati con regolare contratto e stipendio definito come in qualunque altra attività. Lo status di No-Profit non implica automaticamente l’assenza di questi aspetti e i soci devono essere consci che il coltivare un prodotto di qualità in modo sano e sicuro e il gestire un locale bisognoso di rifornimenti, pulizie e attenzione alle normative, implica molto lavoro che dev’essere giustamente pagato.
Questo è uno dei punti di maggiore manchevolezza da parte di moltissimi circoli che, non attenendosi alle normative esistenti, vanificano tutto il lavoro di regolarizzazione svolto fino a quel momento…

Nel caso in cui si generino dei profitti questi in nessun caso verranno ripartiti tra i soci ma verranno utilizzati per il proseguimento della gestione dell’attività portandone nel caso vantaggio ai soci con l’organizzazione di gite turistiche gratuite, corsi settoriali o anche semplicemente sconti sugli importi di iscrizione per l’anno seguente.
L’associazione ovviamente, nel rispetto delle normative nazionali, potrà anche dotarsi di bar e sale ricreative di vario genere (biliardo, carte, etc…) al fine di rendere più piacevole la permanenza agli iscritti. Importante ricordare a tutti i soci due capisaldi:

  • Essere trovati in possesso di Marijuana all’uscita del circolo è sanzionabile con l’arresto e la detenzione o, nel migliore dei casi, con multe fino ai 600 euro!
  • In caso di controllo alla guida risultassero sotto gli effetti della cannabis il reato sarà sanzionato in maniera molto severa: attenzione perché i controlli non sono infrequenti e spesso gli appostamenti sono proprio a poche decine di metri dalle associazioni. Come metodo per il test non si utilizza il prelievo delle urine, ma il metodo del tampone.

Qui si conclude questo articolo sui Cannabis Club di Tenerife che al momento sono principalmente diffusi nel sud e in particolar modo sulla costa. Qualora qualcuno di voi avesse intenzione di rilevarne uno già in attività o di crearne uno ex-novo, adesso conoscete tutta le regolamentazione in merito e gli step da seguire sia a livello costitutivo che a livello operativo.

Ribadiamo che il presente articolo rientra nella nostra filosofia informativa a prescindere dalle nostre (e dalle vostre…) opinioni ed ha come unico scopo quello di fornire una panoramica esaustiva a chi fosse interessato all’argomento o a chi voglia comunque essere informato sulla realtà che lo circonda e in cui vive. Non è “a favore” e nemmeno “contro”, è solo un articolo… e come tale va letto!

Per coloro che necessitassero di maggiori informazioni sulla parte burocratica della costituzione di questi Cannabis Club, allego qui sotto i link dove è possibile trovare esempi di modulistica a cui ispirarsi per creare quelli specifici per la propria associazione:

ATTO COSTITUTIVO:
http://dl.dropboxusercontent.com/u/4559463/ActaFundacional.pdf

STATUTO CANNABIS CLUB PANNAGH:
http://dl.dropboxusercontent.com/u/4559463/FAC-PUBLIC/EstatutosPANNAGH.pdf

RICHIESTA DI ISCRIZIONE:
http://dl.dropboxusercontent.com/u/4559463/FAC-PUBLIC/SolicitudEntradaNuevoSocio.pdf

DICHIARAZIONE PREVISIONE CONSUMO:
http://dl.dropboxusercontent.com/u/4559463/FAC-PUBLIC/ContratoPrevisionCultivo.pdf

 

Hasta pronto!

 

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